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Un concerto per sole piante? Il Teatro dell’Opera di Barcellona riapre con un pubblico d’eccezione: teneri, verdi spettatori su poltrone di velluto rosso!

Nel nostro piccolo abbiamo sperimentato gli alberi che suonano! 36 esemplari di maestose conifere in età matura, a dimora nel bosco della Fondazione Guglielmo Giordano tra Città della Pieve e Piegaro, hanno dato vita ad un concerto notturno diretto da un giovane sound designer, come Federico Ortica, che ha creato per loro una sinfonia ad hoc.

Spot – Listone Giordano

In questa cornice storica, invece, il quartetto  Uceli ha dato vita sul palco del Gran Teatre Liceu di Barcellona ad un concerto d’archi davanti a migliaia di piante, serafiche e “commosse” nell’ascolto dell’elegia “I Crisantemi” dell’italiano Giacomo Puccini.

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Il Teatro Liceu è una delle sale liriche più imponenti  del mondo e questo atto, profondamente simbolico, vuole “difendere il valore dell’arte, della musica e della natura come lettera di presentazione del nostro ritorno all’attività. “

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Una cascata, un omaggio di note al regno vegetale firmato da un artista spagnolo, Eugenio Ampudia, che coltiva il desiderio (condiviso da molti di noi, una platea sempre più ampia ed agguerrita) di far riflettere sul rapporto con la natura, esasperato dal tempo sospeso del lockdown.  

Lo spettacolo diffuso sulla scia di note vibranti, in una penombra struggente rotta da testine verdeggianti su poltrone di velluto rosso cremisi, lancia un messaggio sociale dal significato molto forte. Le oltre duemila piante sono state distribuite, come vivo ringraziamento che sopravvive alla paura e alla malattia, agli operatori sanitari che hanno lavorato così duramente durante la pandemia covid-19. 

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Il direttore, Víctor Garcia de Gomar, ha spiegato come questo concerto “green” possa continuare ad alimentare la riflessione e mettere in luce come la natura riesca ad impossessarsi di pezzi di mondo che le appartengono, seguendo il ritmo del proprio ciclo biologico, mentre noi eravamo rinchiusi in casa. Altri teatri d’opera, ma anche palcoscenici naturali, potrebbero dare continuità a questa linea di sperimentazione, in fondo non esiste un pubblico più silenzioso e intelligente di quello delle piante.

Il teatro forestale di Città della Pieve continuerà a dar voce alla nostra famiglia arborea allargata, che cresce senza far rumore e ci permette di respirare ossigeno a peni polmoni.

Esiste un dono più grande di quello di respirare la vita a suon di musica?